MECARD: un contatto compatto nel codice

MECARD era il formato di contatto dei codici giapponesi prima che la vCard si imponesse. Contiene le stesse informazioni di base in meno caratteri, ed è proprio per questo che conserva un uso: quando lo spazio stampato è poco.

Crea un contatto MECARD

Formato breve

RedazioneVerificato il: 29 ottobre 2026Linee guida editoriali

Risposta breve

MECARD incatena coppie campo/valore separate da punti e virgola: N:nome;TEL:numero;EMAIL:indirizzo;;. È più corto di una vCard, il che permette di stampare il codice più piccolo. In cambio ha meno campi e alcune app moderne lo mostrano come testo invece di proporre di aggiungere il contatto.

Se devi scegliere tra i due, scegli la vCard: è il formato con il supporto migliore oggi e non guadagni nulla a risparmiare trenta caratteri. MECARD compare qui perché resta su biglietti vecchi e in generatori che lo offrono come opzione.

Dove ha senso è nel caso estremo: un’etichetta minuscola con un telefono e quasi nulla d’altro, o un codice già molto carico che non accetta altra lunghezza.

La struttura, in una riga

Ogni campo si scrive con la sua etichetta, i due punti e il valore, e i campi si separano con punti e virgola. La fine si segna con due punti e virgola consecutivi. I campi abituali sono nome, telefono, e-mail, indirizzo, azienda, URL e una nota.

Non ci sono versione né intestazione: il testo inizia con MECARD:. È ciò che lo rende corto, ed è anche ciò che lo rende meno robusto quando qualcuno modifica il contenuto a mano.

  • MECARD:N:Cognome,Nome;TEL:+393001122333;;
  • I campi vuoti si omettono, non si lasciano in bianco
  • Un punto e virgola dentro un valore va protetto

Quando MECARD è la scelta giusta

Su un codice molto piccolo dove stanno solo un nome e un telefono. In un sistema vecchio che genera già MECARD e funziona. Su un supporto dove hai misurato che la vCard non si legge alla dimensione disponibile.

In tutti gli altri casi la vCard 3.0 offre più campi, un supporto migliore e nessuna sorpresa su iOS. La differenza di lunghezza raramente è decisiva.

Cosa si rompe e come provarlo

I problemi tipici: punti e virgola nel nome dell’azienda, virgole nell’ordine cognome/nome e caratteri codificati male. Un MECARD composto male a volte si importa con il nome nel campo sbagliato, e questo la persona non lo corregge: cancella la scheda.

Prova su iOS e su Android, e guarda il risultato nella rubrica, non nella schermata dello scanner. È l’unica prova che dice se il contatto è stato salvato bene.

Il biglietto già stampato

Molte persone arrivano qui con un biglietto già stampato che porta un MECARD e vogliono sapere se funziona ancora. La risposta breve è probabilmente sì, e il modo di verificarlo è scansionarlo con due telefoni recenti e vedere se compare l’opzione di salvare il contatto.

Se compare il testo grezzo, il biglietto resta utile, perché l’informazione c’è e si può ricopiare a mano. Perde solo la comodità. Se non compare nulla, il motivo è forse rovinato dall’uso o il codice è stato stampato troppo piccolo.

Un’alternativa poco considerata

Se lo scopo è passare i dati di contatto a qualcuno per strada, un codice vCard o MECARD non è l’unica via: una pagina di contatto tua con un indirizzo breve fa la stessa cosa e permette di aggiornare telefono o e-mail.

La differenza è che la rubrica conserva una copia e la pagina no. Per un biglietto da visita la copia è quello che si vuole; per un’azienda che cambia centralino ogni due anni è meglio la pagina.

Domande su MECARD

MECARD funziona ancora oggi?

Sì, con meno supporto della vCard. Molte app lo leggono e propongono il contatto, altre mostrano il testo.

È più corto di una vCard?

Sì, nettamente. Permette di stampare il codice più piccolo con le stesse informazioni di base.

Posso mettere una foto?

Non in modo standard. Per una foto usa una vCard con una stampa più grande.

Quale formato scelgo per un biglietto nuovo?

La vCard 3.0. MECARD ha senso solo se lo spazio è molto ridotto o se il sistema esistente lo usa già.

Si può convertire l’uno nell’altro?

Sì, i campi di base sono equivalenti: nome, telefono, e-mail, azienda e sito.