QR code vCard: un contatto senza digitare

Una vCard dentro un QR code è un piccolo file di testo con i campi di un contatto. Alla scansione il telefono propone di aggiungere la scheda alla rubrica: nome, telefono, e-mail, azienda e sito, senza che nessuno ricopi nulla.

Crea un QR code contatto

vCard 3.0, senza account

RedazioneVerificato il: 29 ottobre 2026Linee guida editoriali

Risposta breve

Usa la vCard 3.0 con i campi minimi: nome, telefono, e-mail e azienda. È la versione che iOS e Android leggono meglio insieme. Evita la foto e i campi vuoti: appesantiscono il motivo senza dare nulla, e una vCard oltre i 900 caratteri si stampa male su un biglietto da visita.

La vCard è un formato vecchio, e qui è un vantaggio: da decenni è lo standard delle rubriche e praticamente ogni telefono la capisce. Un QR code che la contiene è un biglietto da visita che non si perde.

Quello che quasi mai fallisce è il formato. Quello che fallisce è il contenuto: campi di troppo, a capo indesiderati e accenti codificati male. Con quattro o cinque campi scelti bene, il codice si scansiona a dimensioni molto piccole.

Quali campi meritano di esserci

Nome, cognome, telefono, e-mail e azienda coprono il caso normale. Aggiungere ruolo e sito è ragionevole se restano corti. Da lì in poi ogni campo allunga il testo e densifica il motivo nello stesso spazio stampato.

Il caso tipico risolto male è il biglietto con tre numeri, due indirizzi e-mail, l’indirizzo postale completo e una nota con gli orari. Tutto sta nel codice, ma a 2 cm di lato nessuno lo legge, e quello che la persona voleva era chiamare.

  • Indispensabile: un nome e un telefono
  • Molto utile: e-mail e azienda
  • Opzionale se è corto: sito e ruolo
  • Da evitare: indirizzo postale, note lunghe, foto

vCard 3.0 oppure 4.0

La versione 3.0 è quella che convive meglio con iOS e Android insieme. La 4.0 è più moderna e più pulita, ma nella pratica alcuni telefoni e alcune app di rubrica la importano con meno attenzione.

Se il tuo pubblico è omogeneo e sai cosa usa, puoi decidere diversamente. Per un biglietto letto da sconosciuti, la 3.0 resta la scelta sicura.

Accenti, apostrofi e punti e virgola

Il formato separa i campi con punti e virgola e le righe con a capo. Un punto e virgola nel nome dell’azienda rompe la struttura se non viene protetto. Gli accenti non sono un problema finché il testo è codificato in UTF-8, cosa che fanno i generatori attuali.

Il problema arriva quando qualcuno compone il testo a mano in un foglio di calcolo e poi lo incolla: gli accenti diventano caratteri illeggibili e la rubrica salva un nome sbagliato per sempre.

Dove metterlo e di che dimensione

Su un biglietto da visita il QR code occupa di solito 1,5 o 2 cm di lato, e a quella misura una vCard di quattro campi si legge senza sforzo. Con una foto o delle note servono 3 cm, e il biglietto non ha più spazio per il nome stampato.

Su un adesivo per la vetrina o nella firma delle e-mail il codice può essere più grande e il contenuto più generoso. La regola non cambia: prima i campi che servono a chi legge, poi la dimensione.

Il biglietto che invecchia

Un biglietto stampato con un numero che non usi più è un rifiuto. Se il contatto deve cambiare, la soluzione non è un QR code dinamico: è una pagina di contatto tua, con un indirizzo breve, verso cui punta il codice.

Detto questo, per la maggior parte dei biglietti la vCard statica è la scelta giusta: dura quanto la carta e non dipende da nulla.

Domande sulla vCard

Il contatto si aggiunge da solo?

No. iOS e Android mostrano la scheda e aspettano una conferma. Nessun sistema salva un contatto senza il tuo consenso.

Quanti dati stanno su un biglietto?

Tecnicamente molti. In pratica, per una lettura a 2 cm di lato, quattro o cinque campi corti.

Funziona con qualsiasi app di scansione?

Con la fotocamera di iOS e Android sì. Con app di terze parti quasi sempre, ma alcune mostrano il testo grezzo invece di proporre il contatto.

Posso includere una foto?

Puoi, ma moltiplica la lunghezza e impone un codice più grande. Su un biglietto stampato raramente conviene.

Che differenza c’è con MECARD?

MECARD è un formato più vecchio e più corto. Funziona, ma la vCard ha più campi e un supporto migliore oggi.