GiroCode: un QR code che prepara il bonifico

Il GiroCode, o codice EPC, contiene il beneficiario, l’IBAN, l’importo e la causale. Alla scansione l’app della banca apre il bonifico già compilato e resta solo da confermare. È lo standard europeo EPC069-12, diffusissimo in Germania e raro in Italia.

Crea un QR code bonifico

Formato EPC069-12

RedazioneVerificato il: 29 ottobre 2026Linee guida editoriali

Risposta breve

Il formato si chiama EPC069-12: intestazione obbligatoria, versione, codifica, BIC facoltativo, nome del beneficiario, IBAN, importo con punto decimale e causale. Senza intestazione, o con un importo scritto male, la banca rifiuta. Non è un pagamento istantaneo: è un ordine di bonifico che la persona conferma.

L’idea è semplice e buona: chi paga non digita un IBAN di 27 caratteri, con tutto quello che comporta in errori e attrito. Scansiona, controlla, conferma.

In Italia il formato esiste ma è poco diffuso, e non tutte le app bancarie lo leggono. È il punto da verificare prima di ordinare la stampa, ed è quello che questa pagina spiega senza girarci intorno.

I campi, uno per uno

Il codice inizia con un’intestazione fissa che dice all’app che si tratta di un codice EPC. Poi arrivano la versione del formato, la codifica del testo, il BIC (facoltativo da quando l’IBAN europeo basta), il nome del beneficiario, l’IBAN, l’importo e la causale.

L’importo si scrive con il punto decimale e senza separatore delle migliaia: 24.50, non 24,50 né 24,50 euro. Se lo lasci vuoto, l’app apre il bonifico senza importo, che è esattamente ciò che serve per un dono o una quota variabile.

  • Obbligatorio: intestazione, versione, codifica, nome, IBAN
  • Facoltativo ma consigliato: importo e causale
  • Facoltativo: BIC, solo se la tua banca lo chiede ancora

Cosa ne fanno le app italiane

Il formato EPC è stato pensato per lo spazio SEPA, e le app che lo hanno implementato lo leggono senza difficoltà. Ma non tutte lo hanno implementato: diverse privilegiano i propri percorsi di pagamento istantaneo tra privati, e la scansione di un codice EPC non fa partire nulla.

La conseguenza pratica è semplice: prova il codice con due o tre app che il tuo pubblico usa davvero prima di lanciare una stampa. Un codice perfetto che l’app del tuo cliente ignora non vale niente.

Perché la banca lo rifiuta

Quasi tutti i rifiuti arrivano da quattro cause. L’IBAN con spazi o con il formato del paese sbagliato. L’importo con la virgola decimale. Il nome del beneficiario con un carattere che rompe la struttura, in particolare il punto e virgola. Oppure una causale troppo lunga.

Prima di stampare 500 fatture, fai un bonifico reale di pochi euro verso te stesso o verso un collega consenziente. È l’unica prova che valida tutta la catena, dalla stampa all’accredito sul conto.

Dove ha senso metterlo

Su una fattura, accanto all’IBAN, evita gli errori di digitazione e riduce gli storni. Al banco di un negozio, su un cartello per la quota di un’associazione, su un volantino per le donazioni, o sul retro di una carta fedeltà.

Non ha senso dove c’è già un POS o un pagamento con carta: lì il codice aggiunge un passaggio invece di toglierne uno.

Come verificarlo prima di stampare

Genera il codice, scansionalo con la tua app, controlla che l’IBAN compaia completo e corretto, poi verifica l’importo. Stampa una copia e ripeti la prova con un altro telefono, per esempio quello di un familiare.

E conserva il file. Quando fra due anni qualcuno vorrà cambiare la causale, servirà il testo di partenza, non la foto del cartello.

Domande sul GiroCode

Tutte le banche italiane leggono un GiroCode?

No. Il formato è europeo, ma ogni app decide se implementarlo. Verifica con quelle del tuo pubblico prima di una stampa grande.

Posso lasciare l’importo vuoto?

Sì. L’app apre il bonifico senza importo e lo scrive chi paga. Utile per donazioni e quote libere.

È un pagamento istantaneo?

No. È un ordine di bonifico SEPA che la persona conferma nella sua app, con i tempi abituali della sua banca.

Serve il BIC?

Di norma no. Con un IBAN europeo è facoltativo, ma alcune banche o alcuni corridoi lo chiedono ancora.

Chi paga ha delle spese?

Sono le spese abituali della sua banca per un bonifico, senza supplementi legati al codice.